AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE PER LA RISTORAZIONE

o.459930.jpg

Per tutelare la salute del consumatore occorre conoscere i dogmi del “cucinar bene”. La sicurezza alimentare, la corretta gestione degli allergeni e la giusta combinazione nutrizionale sono, nella società attuale, gli imperativi che ogni operatore del settore alimentare è tenuto a rispettare. 

È questo lo spirito con cui, lo scorso 13 maggio, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore della Sanità, F.O.O.D. – Fighting Obesity through Offer and Demand e Reti Città Sane OMS, hanno presentato, presso il citato Ministero, il progetto “Aggiornamento e formazione per la ristorazione”.
Rappresentanti delle autorità controllanti ed autorevoli esperti del settore si sono riuniti con l’obiettivo di sintetizzare e semplificare, ma non banalizzare, le principali regole e offrire ai ristoratori strumenti utili per far fronte alle nuove esigenze in tema di salute e sicurezza dei consumatori.

Fipe Messina organizzerà alcuni workshops formativi in tema di sicurezza alimentare, corretta gestione e informazione degli allergeni, e adeguata combinazione nutrizionale degli alimenti. Per approfondire l’argomento contatta la segreteria di presidenza al numero 090 675524 oppure invia un’email all’indirizzo messina@confcommercio.it

 

Estate: è il cibo l’argomento più chiacchierato e fotografato in vacanza

l_800_cannoli-siciliani.jpg

È il food sharing il fenomeno dell’estate, che trascorre tra la fotografia di un piatto e l’altra. Di cibo si parla in spiaggia, in montagna e tra le vie delle città, ma è soprattutto sulla rete che si “scatena” la discussione. Con il selfiefood il cibo diventa quasi un rito, con una regola fondamentale: prima di essere gustato, un piatto deve essere fotografato e postato! Anche per questo cresce sempre più l’attenzione verso il lato estetico dei piatti, i ristoratori non possono che adeguarsi ed assecondare la crescente propensione dei consumatori a pubblicare i piatti sui social attraverso foto e video, al fine di esaltarne forme e cromatismo.

Il food sharing è un fenomeno ormai globale, che riguarda tanto i piatti cucinati dagli chef quanto quelli “casalinghi” e, soprattutto se italiano, il food è un valore aggiunto, tanto da dare vita a decine di hashtag a tema quali #italianfood, #italianfoodlover, #italianfoodstyle.

<<Anche in estate il rapporto con il cibo si dimostra un tratto distintivo della cultura degli italiani, ma non solo: il proliferare di hashtag che sintetizzano in una parola la ricchezza della nostra tradizione culinaria è l’ulteriore dimostrazione del fatto che la cucina italiana è una passione e un’ispirazione anche per milioni di turisti – dichiara Lino Enrico Stoppani, Presidente Fipe>>.

<<Sono orgoglioso di rappresentare una categoria che ancora una volta si dimostra fondamentale per la valorizzazione della filiera agroalimentare del Paese in quanto vetrina del Food in Italy e formidabile strumento di promozione della cultura e dei valori dell’Italia – asserisce Carmelo Picciotto, Presidente Confcommercio Messina e Fipe Messina>>.

Osservatorio immobiliare turistico 2019 Fimaa-Nomisma: seconde case, prezzi in calo e affitti in rialzo.

fimaa grande.jpg

Fimaa, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari aderente a Confcommercio, ha presentato l’Osservatorio nazionale immobiliare turistico 2019 in collaborazione con Nomisma. Il prezzo medio per l’acquisto di un’abitazione nelle località turistiche scende dell’1,8% mentre le compravendite aumentano del 6% rispetto al 2018.

Scarica la sintesi per la stampa

LA LOTTA ALLO SPRECO NON VA IN VACANZA

rimpiattino-1024x972.jpg

Fipe presenta il suo manifesto per una ristorazione sostenibile e un decalogo scritto con lo chef Franco Aliberti per aiutare le famiglie italiane a cucinare senza sprechi 

Fipe lancia il Manifesto per una ristorazione sostenibile. L’idea che il cibo non sia una merce qualsiasi ma un condensato di valori sociali, culturali e ambientali ha spinto la Federazione Italiana Pubblici Esercizi a diffondere delle vere e proprie linee guida per aiutare i professionisti in maniera concreta nella lotta allo spreco alimentare. Acquistare materie prime di qualità al giusto prezzo, valorizzare e formare il personale, incentivare i clienti a portare via quanto non viene consumato, sono solo alcune delle indicazioni che Fipe invita a seguire per rendere il settore davvero sostenibile.

Tuttavia, è fondamentale che la lotta allo spreco non riguardi solo i professionisti, ma tutti i cittadini impegnati nelle proprie cucine e, prima ancora, nel fare la spesa quotidianamente. Proprio per questo Fipe si è impegnata nella promozione e nella diffusione anche di un secondo testo, rivolto alle famiglie: un vero e proprio decalogo antispreco per sensibilizzare i cittadini ed educarli al riuso in cucina. Un breviario formativo-informativo realizzato in collaborazione con lo Chef Franco Aliberti, che ha fatto della circolarità e dell’utilizzo di materie prime povere la sua filosofia.

Questi due documenti arrivano a 3 anni dall’entrata in vigore della legge 166 contro lo spreco alimentare. <<In questo periodo sono stati raggiunti importanti risultati in termini di gestione e recupero delle eccedenze lungo la filiera agroalimentare, grazie ad una semplificazione delle procedure, ma anche per una migliorata sensibilità sul tema, che ha beneficiato dell’eredità di Expo Milano 2015, che proprio dell’alimentazione aveva dedicato la manifestazione, con un titolo – Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita – esplicito negli obiettivi. È importante, però, insistere e continuare a lavorare per valorizzare sempre più i modelli di ristorazione che riducano gli sprechi, attraverso una sostenibilità che sia prima di tutto di sistema. Il nostro, infatti, è un settore più di altri interessato dal problema dello spreco alimentare, da contrastare e correggere per tutelare l’ambiente, consentire un giusto utilizzo delle materie prime, che non sono illimitate, educare a corretti comportamenti alimentari e contrastare le diseguaglianze che portano alla fame o alla malnutrizione di ancora troppi abitanti del pianeta – dichiara il presidente di Fipe Lino Enrico Stoppani>>.

<<La legge “antisprechi” compie tre anni e ha funzionato bene perché fornisce strumenti operativi, procedure semplificate e una fiscalità agevolata. Per questo si è esteso il modello, oltre a cibo e farmaci, anche ad altri prodotti importanti per le famiglie come quelli per l’igiene o la cartoleria, e l’ultima novità è l’aggiunta dei libri. Va fatta conoscere di più perché recuperare le eccedenze significa consegnare nuova vita ai prodotti, che trovano un rinnovato valore nella solidarietà. La legge è diventata anche un modello culturale. Il “rimpiattino” di Fipe ne è un esempio positivo che ha coinvolto moltissimi ristoranti, e la sana abitudine di portare a casa quanto non consumato al pasto sta diventando una realtà anche in Italia. Il progetto, realizzato in collaborazione con Comieco -Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica-, è servito a rendere più familiare al pubblico italiano la Doggy Bag, sdoganandone l’utilizzo e, anzi, promuovendola sul territorio, consentendo il recupero dei residui di cibo non consumato in una delle fasi della filiera dove il fenomeno è più intenso, quello del consumo finale. Lo spreco alimentare si combatte non solo portando a casa il cibo avanzato, ma introducendo buone pratiche a livello di processi e di sistema che hanno un forte significato educativo – asserisce il Presidente di Confcommercio Messina Carmelo Picciotto>>.

<<La mia cucina è attenta alla sostenibilità ambientale. Le materie prime utilizzate vengono presentate in diverse consistenze, sfruttando tutte le parti commestibili di frutta e verdura, nonché gli ingredienti più poveri e meno nobili. Il risultato è un gioco di apparenze visive e gustative che inganna i sensi: non sempre quello che si osserva è simile al gusto che il nostro cervello immagina di provare – dichiara lo Chef Franco Aliberti>>.

<<Siamo orgogliosi di far parte di Fipe e di sostenere con il nostro impegno le attività dedicate alla lotta allo spreco alimentare. Cucinare in modo sostenibile è fondamentale per tutti i professionisti del settore, ma anche per i cittadini, che grazie a questi dieci consigli potranno ridurre concretamente gli sprechi di cibo – dichiara lo chef Claudio Sadler, Presidente dell’Associazione Le Soste>>.

FuddAmo Food Fest, il festival dedicato alla cultura enogastronomica siciliana

IMG-20190718-WA0014.jpg

FuddAmo Food Fest, festival interamente dedicato alla cultura enogastronomica siciliana, avrà luogo nell’incantevole scenario di Piazza Milite Ignoto, a Santa Lucia del Mela, nei giorni del 25, 26 e  27 luglio, con inizio alle 20.30. Presso gli stand, allestiti per l’evento, gli addetti ai fornelli proporranno ciascuno almeno due specialità tipiche della nostra cucina siciliana  per ricordare agli intervenuti che l’abituale street food non deve far dimenticare la storia culinaria della nostra Terra che, da millenni, ha  viziato e coccolato i palati più esigenti proponendo cibi  come cous cous, ghiotta di pescespada, parmigiana ecc.

Nell’ambito della manifestazione, volutamente inserita nella campagna “Lassala Peddiri” contro l’utilizzo incontrollato e ambientalmente scorretto della plastica, verranno adoperate esclusivamente stoviglie monouso in materiali compostabili e biodegradabili, proprio per ricordare a tutti coloro che vi prenderanno parte l’importanza della tutela ambientale attraverso piccoli e semplici accorgimenti come, appunto, la dismissione della plastica usa e getta così inquinante e dannosa per la natura. Un  noto birrificio ed una produzione enologica per il settore beverage  ed una pasticceria luciese per deliziare i più golosi completeranno il panorama di interventi.

<<La Confcommercio ha patrocinato questa manifestazione poichè il cibo rappresenta la nostra sicilianità ed i Pubblici Esercizi sono una parte fondamentale della nostra economia – afferma Carmelo Picciotto, presidente di Confcommercio Messina e di Fipe Messina.

Il binomio “Cibo e Cultura”,  racchiudendo in sè gli aspetti economici  e tradizionali di un  elemento  fondamentale come il cibo, accentua  la sensibilità e la considerazione verso un settore apparentemente asettico come quello dei “Pubblici Esercizi”, troppo spesso poco o mal considerato.

Le tradizioni gastronomiche contengono e trasmettono il DNA di un popolo: cultura stratificata nei secoli, che ha individuato ingredienti e generato pietanze che contengono ed esprimono temperamenti, inclinazioni, contaminazioni sociali ed etniche, ritualità, religione, arte e  persino scaramanzia.

Riprendere e rafforzare questi legami significa  prendere consapevolezza di quanto il cibo sia parte integrante del nostro passato e fondante del futuro della nostra meravigliosa Sicilia.

L’arte dell’accoglienza viene erroneamente considerata come pertinenza di esclusivo interesse degli alberghi in quanto strutture residenziali, sottovalutando la funzione fondamentale della ristorazione intesa come strumento strategico nella valorizzazione e promozione delle tradizioni culturali di ogni tipologia settoriale per attrarre  e incrementare il  turismo.

I Pubblici Esercizi devono diventare, quindi, una valida e qualificata rete di valorizzazione e trasmissione di questo Patrimonio.

Nei locali pubblici, luoghi di aggregazione per eccellenza, le persone si incontrano, si conoscono, si confrontano e dialogano, coltivano relazioni sociali e valori che hanno nell’ascolto, nell’amicizia, nella condivisione e nel rispetto, elementi utili e premianti per coltivare “umanità”, rafforzando l’identità di comunità.

Il sistema organizzativo attuato dai numerosi e accattivanti locali presenti sul nostro territorio, dai ristoranti ai bar ai luoghi di intrattenimento serale e notturno, dilata ed ottimizza l’uso del tempo,  rappresentando i tratti distintivi di un marchio  di sicilianità che non può mancare al nostro sistema turistico competitivo, ospitale e completo.

Il cibo, fin dalla notte dei tempi, ha aggiunto qualcosa alla nostra cultura e la  nostra cultura ha preso ispirazione e nutrimento dal nostro cibo e questo ci ha portati a comprendere che la cultura ed il cibo creano un connubio indissolubile. Proprio da questa convinzione è scaturita l’idea di patrocinare questa manifestazione che, attraverso una sinfonia di antichi e nuovi sapori, racconterà la storia della nostra Terra a tutti coloro che  avranno il piacere di prendervi parte, regalando loro momenti di indimenticabile piacere nel gustare cibi e bevande che raccontano e diffondono, oggi come ieri, la nostra cultura nel mondo.>>

Fnaarc: su “Quota 100” un primo importante segnale dal governo

 

Dirigenti01 grande

Una positiva risoluzione della questione è in dirittura d’arrivo con l’emanazione di un’apposita Circolare da parte dell’Inps. Da Claudio Durigon, sottosegretario del Ministero del Lavoro, una prima importante risposta dopo la recente nota con la quale le organizzazioni sindacali di categoria degli agenti e rappresentanti di commercio – Fnaarc, Fiarc, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, Ugl e Usarci – erano tornate con forza a chiedere al Governo ed alle competenti Commissioni parlamentari chiarimenti e soluzioni per superare le difficoltà operative di accesso anticipato al pensionamento con “quota 100”. <<Ancora oggi – si ricordava nella nota – sono molti gli agenti di commercio che si vedono penalizzati dal poter beneficiare del trattamento pensionistico introdotto quest’anno e che, conseguentemente, attendono una risposta. La disciplina introdotta, infatti, non ha tenuto conto delle specifiche modalità di svolgimento e cessazione dell’attività di intermediazione commerciale previste dalle norme di legge e dagli Accordi economici collettivi (Aec) che regolano il rapporto d’agenzia>>. Le organizzazioni sindacali di categoria degli agenti e rappresentanti di commercio hanno evidenziato le contraddizioni fra le nuove norme e quanto, invece, previsto dal Codice Civile e dagli Aec. In particolare, nella fase di chiusura dei rapporti contrattuali con le aziende rappresentate dagli agenti, la prevista impossibilità di cumulare la pensione “quota 100” con i redditi derivanti dall’attività – pena la sospensione dell’erogazione della stessa pensione – impedisce all’agente di commercio di poter incassare quelle provvigioni, relative a ordini conclusi prima della conclusione del rapporto contrattuale e maturate a seguito del rapporto stesso, ma pagate successivamente a rapporto d’agenzia concluso. Le organizzazioni sindacali di categoria degli agenti e rappresentanti di commercio – Fnaarc, Fiarc, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, Ugl e Usarci – attendono, naturalmente, l’annunciata Circolare dell’Inps per una valutazione nel merito della soluzione trovata per “quota 100”.