Pil, crollo storico nel primo trimestre

inflazione

I dati definitivi Istat mostrano flessioni del 5,3% in termini congiunturali e del 5,4% in termini tendenziali. La stima preliminare indicava un calo del 4,7%. Spesa delle famiglie giù del 7,5%.

Tra gennaio e marzo scorsi il prodotto interno lordo è diminuito come mai avvenuto prima.  Lo confermano i dati Istat che rilevano flessioni del 5,3% in termini congiunturali e del 5,4% in termini tendenziali, mai registrate dal primo trimestre del 1995, anno d’inizio delle serie storiche. Nella stima preliminare il calo era risultato del 4,7%.

A trascinare la caduta del Pil è stata soprattutto la domanda interna (incluse le scorte), mentre quella estera, anch’essa in calo, ha fornito un contributo negativo meno marcato (-0,8 punti percentuali). Sul piano interno, l’apporto dei consumi privati è stato fortemente negativo per 4 punti e quello degli investimenti  per 1,5, mentre un contributo positivo (+1 punto percentuale) è venuto dalla variazione delle scorte.

Alla contrazione dell’attività produttiva ha corrisposto una decisa riduzione dell’input di lavoro in termini sia di ore lavorate sia di Ula, mentre le posizioni lavorative hanno registrato una sostanziale stabilità.

La spesa delle famiglie ha registrato una diminuzione in termini congiunturali del 7,5%. In particolare gli acquisti di beni durevoli sono diminuiti del 17,5%, quelli di beni non durevoli dello 0,9%, quelli di servizi del 9,2%, mentre quelli dei beni semidurevoli sono diminuiti dell’11,4%.

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