Cultura, cibo e valorizzazione del territorio.

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Secondo il presidente Fipe Lino Enrico Stoppani << il cibo per i turisti stranieri è uno dei principali motivi di viaggio in Italia, addirittura il primo per ritornarci. Nonostante ciò, spesso non riusciamo a valorizzare adeguatamente le potenzialità che il settore potrebbe esprimere attraverso efficaci azioni di promozione e comunicazione>>.
La domanda turistica sta cambiando sempre più, in direzione di esperienze uniche e a contatto con la natura e la cultura locale. In particolar modo, negli ultimi anni, vino, gastronomia e territorio rappresentano i tre fattori chiave, che delineano oggi la nuova frontiera del turismo: il turismo enogastronomico.

La gastronomia è infatti un elemento fondante dello stile di vita italiano e con il tempo la buona tavola e le tradizioni culinarie sono diventate delle risorse preziose per il turismo. Inoltre, con l’aumento della consapevolezza riguardo al nostro patrimonio enogastronomico, abbiamo avuto la possibilità di dare vita a itinerari ricchi di storia, arte e cultura ma anche di sapori, colori e odori unici e indimenticabili. Sono nate così le strade del vino e dell’olio, percorsi che ci guidano alla scoperta di un patrimonio – quello rurale e culinario – prezioso e da proteggere, tanto quanto quello storico-culturale.

Nel giro di pochi anni, l’Italia è diventata leader mondiale del turismo enogastronomico, con oltre 24 miliardi di euro spesi dai turisti nazionali e stranieri in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi ma anche in prodotti tipici. Il tutto ammonta al 33% dell’intera spesa turistica in Italia.

Coloro che fanno vacanze per interessi enogastronomici in Italia scelgono, come principali destinazioni, la Toscana (15,9%), l’Emilia Romagna (10,6%) e la Puglia (8%), luoghi che, forse più di altri, si contraddistinguono per i loro prodotti tipici. I turisti, durante la loro visita, praticano sia attività legate al turismo culinario – come la degustazione e l’acquisto di prodotti tipici e la partecipazione a sagre ed eventi enogastronomici in generale – che escursioni, visite alle risorse storiche, artistiche e culturali e attività più specifiche come la partecipazione a convegni, fiere, manifestazioni sportive o spettacoli teatrali.

Quindi, puntare sul turismo enogastronomico come opportunità di sviluppo locale è fondamentale, in quanto rappresenta un settore trasversale che va a completare il carattere predominante dell’immagine Italia, fatta di cultura e storia.

<<I “turisti del cibo” amano la Sicilia>> afferma il presidente di Confcommercio Messina Carmelo Picciotto. <<Anche la Sicilia, ricca di prodotti tipici, di tradizioni culinarie e culturali e soprattutto del buon cibo, deve cercare di incentivare questo settore, che può essere anche elemento di destagionalizzazione e complemento dell’offerta turistica siciliana>> conclude Picciotto.

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