EMERGENZA CORONAVIRUS: le risposte ai dubbi e agli interrogativi delle imprese

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Clicca sul link sottostante: sono riportate, in sintesi, le risposte alle vostre domande più frequenti concernenti il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020 che ha disposto la sospensione di alcune attività. Per ogni FAQ abbiamo indicato la fonte della risposta e la data di risposta, che vi invitiamo a tenere presente, perché è nostra cura aggiornare le risposte qualora ci fossero novità. Invitiamo le imprese che abbiano necessità di ulteriori chiarimenti a rivolgersi alla Confcommercio di Messina.

FAQ Coronavirus DPCM 22 MARZO 2020: https://www.confcommercio.it/-/faq-coronavirus-dpcm-marzo#riferimenti

Vai alla pagina FAQ Emergenza Coronavirus (https://www.confcommercio.it/-/faq-emergenza-coronavirus) per consultare le risposte ai quesiti sul DPCM 11 marzo 2020 e alla pagina FAQ Cura Italia (https://www.confcommercio.it/-/faq-decreto-cura-italia) per consultare le risposte ai quesiti sul Decreto “Cura Italia”.

Visualizza l’elenco delle attività che possono restare aperte: https://www.confcommercio.it/-/elenco-attivita-aperte?redirect=%2F-%2Ffaq-coronavirus-dpcm-marzo

Riferimenti

DPCM 22 marzo 2020: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/22/20A01807/sg

Decreto Salute 20 marzo 2020: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/20/20A01797/sg

DPCM 11 marzo 2020: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/11/20A01605/sg

FAQ Governo: http://www.governo.it/it/faq-iorestoacasa

Decreto Legge “Cura Italia”: http://www.governo.it/it/articolo/decreto-legge-17-marzo-2020/14333

Fondo di Garanzia PMI: https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/fondo-di-garanzia-per-le-pmi

DPCM 11 marzo 2020: http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/DPCM_20200311.pdf

DPCM 9 marzo 2020: http://www.governo.it/it/articolo/firmato-il-dpcm-9-marzo-2020/14276

DPCM 23 febbraio 2020: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/02/23/20A01228/sg e relativo approfondimento: http://www.governo.it/it/approfondimento/coronavirus-il-decreto-legge-23-febbraio-2020-e-il-dpcm-attuativo/14173

FAQ #iorestoacasa: http://www.governo.it/it/faq-iorestoacasa

 

BONUS PARTITE IVA VERSO GLI 800 EURO, INTESA ABI-PARTI SOCIALI SULL’ANTICIPO DELLA CIG

 

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Il governo sprinta sulla CIG con l’anticipo dalle banche e apre alla modifica dell’indennità per le partite Iva, che potrebbe salire a 800 euro ad aprile. Per la cassa integrazione in deroga, una delle partite più delicate, l’Inps ha già pubblicato online le necessarie circolari operative: la CIG e l’Assegno ordinario potranno avere una durata massima di nove settimane per periodi che vanno dal 23 febbraio al 31 agosto 2020. Per accelerare sui tempi e garantire i pagamenti entro il 15 aprile, la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha incontrato anche le parti sociali e l’Abi, per la stipula di un protocollo nazionale per l’anticipo degli ammortizzatori sociali (vedi in basso, ndr). Proprio dal mondo delle banche venerdì era arrivata una apertura importante per anticipare ai lavoratori l’indennità della cassa integrazione e versarla direttamente sui loro conti correnti.

<<Sarà impossibile per milioni di lavoratori italiani ricevere nei tempi annunciati dal governo gli importi maturati per Cassa Integrazione. In sostanza, le procedure attualmente previste dalla normativa di riferimento e dalle regolamentazioni amministrative non permetteranno tecnicamente di arrivare entro il 15 aprile alla liquidazione delle somme da erogare>>. Questa la critica dei consulenti del lavoro, che chiedono <<modifiche normative e semplificazioni>>. Proprio per questo motivo l’idea dell’esecutivo è quella di snellire con forza i passaggi burocratici come chiedono le parti sociali, ma la titolare di Via Veneto ha in mente un progetto ancora più importante: <<In queste ore sto lavorando al reddito d’emergenza. Servono tre miliardi e procedure semplificate, in modo da poterlo erogare in pochissimo tempo>>. E ancora: << I bonus per i lavoratori saranno prorogati anche ad aprile e verrà proposto un allargamento del reddito di cittadinanza prevedendo un “alleggerimento” dei requisiti d’accesso, in particolare quelli che riguardano il patrimonio immobiliare, fino al termine dell’emergenza economica>>.

Massima attenzione anche al comparto degli autonomi e delle partite Iva, che per marzo potranno richiedere, a partire da mercoledì, l’indennità di 600 euro prevista dal Decreto Cura Italia. Cifra che potrebbe presto essere innalzata a 800 euro, come ammette il viceministro all’Economia Antonio Misiani: <<Abbiamo dato 600 euro a più di cinque milioni di lavoratori, credo sia ragionevole chiedere e ottenere l’aumento della cifra. Lavoriamo per farlo, con un minimo di selettività in più>>. Per rendere l’assegno più “ricco”, i beneficiari dovranno dimostrare di essere entrati concretamente in crisi con l’esplosione dell’epidemia Covid-19.

Anticipo ammortizzatori: intesa Abi-parti sociali  

E’ stata raggiunta, dopo circa sette ore di confronto, l’intesa sull’anticipo degli ammortizzatori sociali previsti dal decreto Cura Italia (Cigo, Cigd, Fis e fondi bilaterali). Le parti sociali e l’Associazione bancaria italiana hanno sottoscritto, alla presenza della ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, la convenzione. <<Un risultato molto importante – ha commentato Catalfo – grazie al quale milioni di lavoratori potranno vedersi riconoscere dalle banche una rapida anticipazione dell’importo del trattamento d’integrazione salariale che gli spetta. Tra i punti principali, la convenzione prevede che le banche aderenti adotteranno condizioni di massimo favore per evitare costi a carico dei lavoratori>>. La scadenza della convenzione è stata fissata al 31 dicembre 2020, salvo valutazione da svolgere tra le parti entro il prossimo mese di novembre. La misura dell’anticipazione è inizialmente fissata in 1.400 euro, riparametrati a 9 settimane e riproporzionati in caso di sospensione inferiore a zero ore, reiterabili in caso di proroga degli articoli 19 e 22 del DL 18/2020. La banca presso cui il lavoratore darà indicazione di anticipare gli importi mensili provvederà ad erogarli esentandolo dal pagamento di oneri e interessi. L’anticipazione, così costituita, sarà rimborsata con le effettive erogazioni dei trattamenti da parte dell’Inps, che si è impegnato a dare corso alle stesse con i tempi più celeri possibili, ma non oltre i 7 mesi. Nei prossimi giorni saranno emanate le modulistiche e le istruzioni necessarie all’accesso alla facilitazione. L’intesa è stata sottoscritta da tutte le associazioni di impresa (Confindustria, Confapi, Rete Imprese Italia, Alleanza delle cooperative, Confagricoltura, Claai, Cia, Coldiretti, Confetra e Confedilizia) tranne Confesercenti, che dovrebbe aggiungersi nella mattinata di oggi.

LE ISTRUZIONI INPS PER CHIEDERE IL BONUS AUTONOMI, DOMANDE DAL PRIMO APRILE

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Arrivano le istruzioni Inps per chiedere il bonus per i lavoratori autonomi, i liberi professionisti, i collaboratori coordinati e continuativi, i lavoratori stagionali e quelli dello spettacolo. Le istruzioni sono contenute in una circolare e chiariscono che per l’indennità di 600 euro non è prevista alcuna contribuzione figurativa. L’indennità non contribuisce alla formazione del reddito. E’ erogata dall’Inps previa domanda, anche con il Pin semplificato, che può essere presentata dal primo aprile.

L’indennità di 600 euro per il mese di marzo, spiega l’Inps, è destinato ai liberi professionisti titolari di partita Iva attiva al 23 febbraio e ai lavoratori con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi nella stessa data. Questi professionisti non devono essere titolari di pensione né essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Per questi lavoratori il limite di spesa per il 2020 è di 203,4 milioni. La stessa indennità di 600 euro, sottolinea l’Istituto, è destinata, sempre previa domanda all’Istituto, a commercianti, coadiutori diretti, artigiani, coltivatori diretti, mezzadri e coloni sempre che non abbiano già una pensione. L’indennità non concorre alla formazione del reddito e non è coperta da contribuzione figurativa.

Il bonus è erogato dall’Istituto previa domanda e nel limite di 2.160 milioni. Il bonus è previsto poi per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il loro rapporto tra il primo gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 che non abbiano pensione né, alla data del 17 marzo, alcun rapporto di lavoro dipendente. Non è previsto per marzo oltre alla contribuzione figurativa neanche l’assegno al nucleo familiare. Il limite entro il quale saranno accettate le domande è 103,8 milioni di euro. L’indennità è concessa anche agli operai agricoli a tempo determinato (il limite di spesa è 396 milioni). Potranno chiedere l’indennità anche i lavoratori dello spettacolo purché abbiano versato nel 2019 almeno 30 contributi giornalieri e non abbiano avuto un reddito superiore a 50.000 euro. I lavoratori dello spettacolo non devono essere titolari di rapporto di lavoro dipendente al 17 marzo per chiedere l’indennità. Il limite di spesa è 48,6 milioni.

La domanda per il bonus all’Inps si potrà fare con i consueti canali (Pin, Spid, Carta di identità elettronica e Carta dei servizi oltre al Contact center) ma sarà possibile accedere a una richiesta di Pin semplificata. Le domande dovrebbe partire domani ma il rilascio del servizio sarà comunicato con un nuovo messaggio. A questo si potrà accedere con modalità di identificazione, dato il carattere emergenziale delle prestazioni, scrive l’Inps, “più ampie e facilitate rispetto al regime ordinario”.

DA INTESA SANPAOLO 2 MILIARDI PER LE IMPRESE ASSOCIATE CONFCOMMERCIO

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L’attuale situazione emergenziale che sta provocando ripercussioni profonde nel tessuto economico richiede azioni immediate a tutela delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi, dei trasporti, delle professioni e delle persone che vi lavorano, attraverso iniziative straordinarie di sostegno, nella convinzione di una futura ripresa.

Per questo motivo Intesa Sanpaolo ha riservato alle imprese ed ai professionisti associati a Confcommercio un plafond di 2 miliardi di euro per sostenerli nella gestione dei pagamenti urgenti e nelle esigenze immediate di liquidità.

L’accordo è la conferma del forte rapporto di collaborazione che Intesa Sanpaolo e Confcommercio hanno consolidato negli anni, con la sottoscrizione di numerosi accordi a favore delle imprese associate; tante, infatti, sono le agevolazioni nell’accesso al credito di cui usufruiscono le nostre  micro, piccole e medie imprese.

L’iniziativa è parte integrante delle misure straordinarie annunciate in questi giorni da Intesa Sanpaolo a sostegno dell’economia, delle imprese e delle famiglie italiane:

  • 5 miliardi di euro di nuovi finanziamenti per le imprese di tutto il territorio nazionale a supporto della gestione del circolante, declinata attraverso linee di credito aggiuntive rispetto a quelle preesistenti;
  • 10 miliardi di euro di liquidità per i clienti Intesa Sanpaolo, grazie a linee di credito già deliberate a loro favore e ora messe a disposizione per finalità ampie e flessibili, quali la gestione dei pagamenti urgenti;
  • la sospensione per 3 mesi delle rate dei finanziamenti a medio/lungo termine in essere, per la sola quota capitale o per l’intera rata. La sospensione dei finanziamenti è estesa anche a favore delle famiglie di tutto il territorio nazionale.

Viene, inoltre, prevista una convenzione con condizioni dedicate agli associati Confcommercio che prevede concrete facilitazioni sui micro-pagamenti (di importo inferiore ai 10 Euro) accettati tramite POS fisici Intesa Sanpaolo.

Infine, il Gruppo Intesa Sanpaolo – attraverso l’esperienza di RBM Assicurazione Salute in ambito sanitario – mette a disposizione dei membri dei consigli di amministrazione, dei titolari e dei dipendenti delle imprese la sua nuova soluzione assicurativa, per garantire alcune tutele e maggior serenità in caso di contrazione del virus.

Per Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, <<in questa fase di piena emergenza economica c’è bisogno in primis di liquidità immediata e di facilitare il più possibile gli iter burocratici per l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese del terziario di mercato. Questo per assicurare a tutte le imprese che hanno sospeso la propria attività la possibilità di ripartire al più presto. Il plafond di 2 miliardi di euro riservato da Intesa Sanpaolo agli associati Confcommercio è un concreto e tangibile aiuto che va proprio in questa direzione>>.

Secondo Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, <<l’iniziativa consente di mettere a disposizione delle imprese associate a Confcommercio un ulteriore e immediato strumento di sostegno. È una dimostrazione di fiducia da parte di Intesa Sanpaolo nei confronti di un tessuto imprenditoriale dotato della resilienza necessaria per affrontare le straordinarie difficoltà contingenti, con l’obiettivo di superare l’emergenza e poter così affrontare la fase di ripresa che seguirà>>.

Modello di autodichiarazione per gli spostamenti

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Pubblicato, sul sito del Ministero dell’Interno, il nuovo modello di autodichiarazione per gli spostamenti modificato sulla base delle ultime misure adottate per il contenimento della diffusione del virus Covid-19.

Il citato D.P.C.M. ha rivisto, in modo restrittivo, le circostanze che legittimano gli spostamenti al di fuori della propria abitazione.

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CONFCOMMERCIO SU EFFETTI CORONAVIRUS: ALL’ORIZZONTE 50 MILIARDI DI CONSUMO IN MENO

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Alberghi, ristorazione, trasporti, tempo libero i settori più colpiti

Con il protrarsi delle chiusure delle attività produttive e di quelle del terziario – come il commercio, il turismo, i servizi, i trasporti e le professioni – e con la prospettiva che questa situazione si prolunghi nel tempo, la situazione economica e il calo dei consumi sono destinati a peggiorare. E, nella difficoltà di prevedere a breve il ritorno ad una situazione “normale”, rischia di saltare la previsione più ottimistica che era quella della “riapertura” dell’Italia a giugno che avrebbe comportato, per il 2020, la perdita di 1 punto di Pil e 18 miliardi di consumi. Si fa, quindi, più realistica l’ipotesi della riapertura del Paese solo all’inizio di ottobre, con una riduzione dei consumi di oltre 52 miliardi e un calo del Pil di circa il 3%, stime che incorporano anche gli aiuti stanziati con l’ultimo decreto: è quanto prevede l’Ufficio Studi Confcommercio sugli effetti del lockdown a causa del coronavirus.

In quest’ultima ipotesi, i settori che saranno più colpiti sono alberghi e ristorazione (-23,4 mld di consumi nel 2020), trasporti e acquisto autoveicoli (-16,5 mld), cultura e tempo libero (-8,2 mld), abbigliamento (-6,6 mld).

E’ evidente che tutte le misure annunciate dalla BCE per evitare che dal settore reale la crisi migri a quello finanziario, così come i diversi interventi progettati a livello internazionale per assicurare un movimento ordinato del rendimento dei titoli sovrani dei diversi Paesi, non potranno evitare la recessione, ma ne mitigheranno l’impatto favorendo le condizioni di ripresa una volta superata l’emergenza sanitaria.

Stime per i principali settori di consumo per il 2020 nell’ipotesi di “riapertura Italia” a inizio ottobre.


Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

Quadro macroeconomico interno ipotesi riapertura Italia 1° ottobre v.m.a. % in termini reali se non diversamente indicato

2008-13 2014-17 2018 2019 2020
PIL -1,5 0,9 0,8 0,3 -3,1
importazioni -2,8 5,0 3,4 -0,4 -9,3
consumi -1,3 1,2 1,0 0,5 -5,7
consumi pubblici -0,5 -0,1 0,1 -0,3 0,6
investimenti -5,2 1,7 3,1 1,4 -5,0
esportazioni -0,7 3,5 2,3 1,2 -5,3
inflazione 2,1 0,3 1,2 0,6 1,0
Occupazione (ula in 000-var.ass.) -1.867 705 180 62 -314

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio