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Il ministro Toninelli incontra i vertici di Confcommercio e Conftrasporto

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I valichi alpini, i porti, la questione Ncc  e i trasporti eccezionali: sono questi i temi  dell’incontro fra il ministro Toninelli e i vertici di Confcommercio e Conftrasporto, al quale hanno preso parte il presidente confederale Carlo Sangalli, il vicepresidente Paolo Uggè e il segretario generale di Conftrasporto Pasquale Russo. Al centro le misure restrittive adottate da Austria, Francia e Svizzera nei confronti dei Tir lungo l’arco alpino, ritenute penalizzanti dal sistema Confcommercio-Conftrasporto sia per l’economia italiana che per le imprese di trasporto. Di qui la richiesta avanzata al ministro perché intervenga a livello comunitario su quei Paesi che attuano il contingentamento degli automezzi ‘con il pretesto’ di voler preservare l’ambiente, che invece – per Confcommercio-Conftrasporto – andrebbe salvaguardato attraverso politiche di incentivi per l’utilizzo di veicoli più moderni. Sul piano delle infrastrutture e della sicurezza stradale, la Confederazione ha ribadito l’urgenza di intervenire sul tema dei trasporti eccezionali, che, hanno spiegato i vertici di Confcommercio, “a dispetto di quanto stabilisce la legge e ‘grazie’ a un’interpretazione lassista dei regolamenti, viaggiano a tutt’oggi a 108 tonnellate con carichi multipli, anziché con un pezzo unico e indivisibile. Il risultato è l’aumento esponenziale con cui i mezzi eccezionali attraversano ponti e cavalcavia, con i rischi e le conseguenze che purtroppo tutti noi conosciamo”. A questo proposito la Confederazione chiede di agire sul codice della strada con un decreto ad hoc che restituisca ai trasporti eccezionali i connotati originari. Altro decreto al centro dell’incontro è quello che riguarda il trasferimento delle revisioni dei mezzi pesanti ai centri privati autorizzati, una misura che la Confederazione ha chiesto di rendere operativa al più presto. Per la questione degli Ncc (imprese di autonoleggio con conducente), il ministro dei Trasporti Toninelli ha assicurato la massima attenzione e disponibilità a ricercare soluzioni che non lascino per strada gli operatori di questo settore. Sul fronte marittimo, Confcommercio e Conftrasporto hanno chiesto di preservare il ruolo pubblico dei porti attraverso una forte presa di posizione nei confronti della Commissione europea, di attuare i principi di coordinamento e programmazione previsti nella recente riforma del settore e intervenire sul codice degli appalti per sbloccare le ingenti risorse economiche disponibili alla realizzazione delle opere di cui gli scali hanno bisogno. Infine, ma non ultimo, il tema dei marittimi e la burocrazia: la Confederazione auspica la messa in atto di iniziative che valorizzino e incentivino l’impiego di equipaggi italiani per il livello di preparazione indiscutibilmente alto che li caratterizza, e la sburocratizzazione delle norme vigenti per poter rendere più attrattiva la bandiera italiana per le compagnie di armamento. L’incontro si è concluso con l’impegno di proseguire nel dialogo, rinnovando l’appuntamento, perché i temi del settore sono di fondamentale importanza per il sistema economico del nostro Paese.

Ambiente: arriva la carta per l’economia circolare

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Confindustria, Confartigianato Imprese, CNA, Casartigiani, CLAAI, Confcommercio, Confesercenti, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop e ConfApi hanno sottoscritto la Carta per la sostenibilità e la competitività delle imprese nell’economia circolare. Per affrontare le nuove sfide ambientali e cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione dei processi produttivi e di consumo è necessario un cambio di approccio da parte di tutti gli stakeholders e il coinvolgimento del sistema economico nel suo complesso. Per questo il documento individua 10 linee di intervento e punti programmatici che, attraverso un percorso di impegni concreti, sarà la base per l’avvio di un confronto con gli interlocutori istituzionali. I 10 punti affrontano aspetti di carattere regolatorio, normativo, economico e tecnologico, dall’abbattimento delle barriere burocratiche alla necessità di favorire investimenti in ricerca e innovazione, fino ad arrivare ad una capacità impiantistica virtuosa. La carta per l’economia circolare è un primo impegno condiviso per lo sviluppo e la competitività delle imprese italiane in tema di economia circolare.  Con la firma di questo documento le Associazioni datoriali diventano capofila di un progetto Paese. La delegata Confcommercio alla Sostenibilità Patrizia Di Dio ha sottolineato che <<la necessità inderogabile di pensare all’ambiente, di sostenere l’economia circolare, è un argomento che unisce e che porta a riflettere, insieme, su nuovi modelli di sviluppo. Dobbiamo farlo non soltanto per dare un respiro etico al nostro impegno imprenditoriale e associativo ma per definire strategie per la competitività delle nostre imprese e del nostro Paese. Il Bes, acronimo di Benessere Equo e Sostenibile, redatto dall’ISTAT nel 2016, è entrato a far parte del processo di programmazione economica così come la Responsabilità Sociale d’Impresa è entrata nelle dinamiche e nelle scelte operate da molti imprenditori. Ma questo non basta. L’impegno verso la sostenibilità deve saper coinvolgere tutti: il mondo imprenditoriale così come le istituzioni. Senza misure condivise e coordinate sarà difficile passare da un’economia lineare a una circolare>>. <<Il manifesto – ha osservato Di Dio – sintetizza le azioni che riteniamo prioritarie per il radicamento di un nuovo modello di sviluppo. Siamo sicuri che ci siano già molte imprese pronte ad affrontare le nuove sfide ambientali, imprenditori e imprenditrici che si interrogano sulla dignità del proprio lavoro e delle proprie  imprese. Nella società del mercato in cui la domanda è “quanto costa”, noi siamo quella parte di operatori economici che ritengono che la nuova stagione si debba basare anche sul “quanto vale”. Crediamo che l’economia del futuro debba essere l’economia del Bene Essere, consapevoli che ciò richiederà un cambio di approccio da parte di tutti gli stakeholders e il coinvolgimento fattivo del sistema Paese nel suo complesso>>.

Chiusure domenicali, tutto da rifare

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Tutto da rifare. Sulla proposta di legge con cui il governo intende cancellare la liberalizzazione voluta da Mario Monti e regolamentare le aperture domenicali di negozi e centri commerciali, si ricomincia da capo. Il testo presentato dal relatore leghista Andrea Dara (una sintesi delle 5 proposte) è mutato troppo rispetto a quello iniziale. Si ricomincia dunque con le audizioni. La conferma arriva da Barbara Saltamartini, presidente della commissione autorità produttive della Camera dove ormai da mesi è in gestazione una proposta di legge che attenui la totale liberalizzazione introdotta nel 2011 in piena crisi economica. Il risultato? Il dilagare dei grandi centri commerciali e della Gdo e la morte di oltre 100mila negozi di vicinato. Da qui l’idea sposata un po’ da tutte le forze politiche di riequilibrare un settore, il commercio, dove però si incrociano interessi contrapposti, quelli dei piccoli e quelli dei grandi. E che ha anche trasformato la visuale delle città e dei piccoli centri. “C’è un sindaco di una città di provincia – racconta Saltamartini – che è stato costretto ad adibire un pulmino pubblico per portare gli anziani a fare la spesa in un centro commerciale”. Dall’altra parte ci sono i sindaci delle grandi città contrari alle chiusure (Sala in primis) e c’è la Geo, ma anche Confimprese, che al contrario temono di dover licenziare parte dei lavoratori, proprio a causa delle chiusure domenicali. E anche chi investe nei centri commerciali ha già iniziato a tirarsi indietro. “Il testo – conferma Andrea Dara – è cambiato totalmente. È necessario risentire le Associazioni coinvolte, quindi si faranno nuove audizioni. Confermo che sono disponibile a cogliere tutte le proposte, avevo sempre detto che il testo era reversibile. E a sostenere questa linea sono stati un po’ tutti in Commissione, Pd compreso”. Verrà eletto un nuovo ufficio di presidenza e verranno fissati i tempi per le nuove audizioni. “Obiettivo è arrivare a una soluzione di buonsenso – aggiunge Santamartini – però vorrei vedere dei dati realistici. Sulla perdita dei posti di lavoro, per esempio, non lo sono stati o almeno ho visto dei conti che non tornano. L’altro problema è il commercio on line. Noi avevamo chiesto, già mesi fa, quando iniziarono le audizioni, che le associazioni ci facessero delle richieste. Non sono arrivate. Riproponiamo la domanda”.

Italia sommersa entro il 2100

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Si è svolto oggi a Roma, nella sede confederale, il convegno Confcommercio-Enea sul “pericolo” Mediterraneo e l’economia del mare.  Entro il 2100 migliaia di chilometri quadrati di aree costiere italiane rischiano di essere sommerse dal mare in assenza di interventi di mitigazione e adattamento.

Nel corso del convegno il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha firmato un protocollo d’intesa con il presidente dell’Enea Francesco Testa “per realizzare attività di ricerca, formazione, informazione e di analisi per l’uso efficiente delle risorse e la riqualificazione energetica tramite l’integrazione delle rispettive competenze”. Sangalli ha sottolineato che “la firma del protocollo con l’Enea non è una goccia in mezzo al mare, ma un primo passo importante per rendere tutti più consapevoli delle emergenze e delle soluzioni possibili”. “Sono convinto -ha detto Sangalli- che solo attraverso la collaborazione di tutti può emergere uno sviluppo sostenibile, compresa la tutela del nostro mare e la valorizzazione delle nostre imprese che operano nel terziario di mercato”. Il presidente Testa ha evidenziato che “il pericolo Mediterraneo non deve essere inteso come qualcosa di catastrofico. Ma come un patrimonio da preservare. Dobbiamo capire quali possano essere i pericoli futuri per attivare percorsi concreti di salvaguardia”. “Siamo molto soddisfatti – ha aggiunto Testa – di poter collaborare con un’associazione importante come Confcommercio, che con la sua fondamentale presenza sul territorio contribuisce a sviluppare politiche di salvaguardia ambientale e sostenibilità”. Secondo Patrizia Di Dio “si aprono grandi opportunità per una crescita sostenibile che si sposi alla necessità di salvaguardare dei comparti economici. Tutti parlano della necessità di pensare all’ambiente e di economia circolare. Noi, con il nostro sistema di imprese diffuse, abbiamo la possibilità di incidere”. Infine, Giovanni Pettorino, comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto, ha sottolineato che “l’Italia ha più mare che terra, va protetto con grande attenzione in tutte le sue declinazioni che producono tanta economia e tanta di più possono produrne. Oggi le competenze del mare sono troppo frammentate, manca una visione unitaria”.

San Valentino, in crescita le cene di coppia al ristorante

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Il miglior regalo di San Valentino per le coppie italiane? Una piacevole cena per due al ristorante. Lo confermano i dati dell’Ufficio Studi Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), che anche per quest’anno mostrano un trend positivo. Saranno infatti circa 5,3 milioni gli italiani (in crescita dello 0,4% rispetto al 2018) che sceglieranno di trascorrere in relax la sera del 14 febbraio, cenando in uno dei 111.000 ristoranti aperti. Segno positivo anche per quanto riguarda la spesa complessiva, che dai 222 milioni dello scorso anno passa ai 227 milioni del 2019, con una crescita del 2,7%. Sul territorio italiano un ristorante su due prevede, in varie modalità, proposte ad hoc per la serata, in particolare nel 64,3% dei casi ci sarà un menù dedicato ad un prezzo medio di 43 euro.