25 novembre 2019: Fipe Business School fa tappa a Messina!

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<<Mostrate fiducia nei vostri uomini ed essi faranno in modo di meritarsela; trattateli da professionisti seri ed essi faranno di tutto per non deludervi>> (Ralph Waldo Emerson).

La crescente competitività del mercato spinge le imprese a modificare le proprie strategie e a puntare sempre più verso qualità e innovazione. La gestione del personale è una leva fondamentale di questo processo. È ormai un’idea diffusa quella secondo cui le risorse umane siano un bene imprescindibile e fondamentale per un’azienda, poiché le qualità e le competenze di queste ultime costituiscono un vero e proprio vantaggio competitivo rispetto alle imprese concorrenti.

Alla luce di questa consapevolezza, la FIPE Business school sbarca a Messina con 1 DAY LAB “ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DEL PERSONALE”. Un laboratorio esperienziale per fornire strumenti e metodi per affrontare la crescente complessità gestionale dei collaboratori e per sviluppare percorsi di crescita e motivazione del personale.

Il laboratorio si svolgerà dalle 9.00 alle 17.30 di lunedì 25 novembre e si articolerà in due parti: nalla prima verranno trasferiti contenuti e stimoli e forniti strumenti di lavoro; nella seconda il gruppo verrà attivato nella gestione di un caso riportato dai partecipanti.

Il 1 DAY LAB offre la preziosa opportunità di condividere con un professionista esperto, imprenditore di successo del settore, e con il gruppo riflessioni e problematiche che riguardano in prima persona i partecipanti ed acquisire strumenti concreti per la gestione delle risorse umane.

Ti aspettiamo per un giorno di laboratorio intensivo, interattivo ed esperienziale con Paolo De Bernardi, Managing Director di La Lucente SpA, esperto nel settore dello sviluppo delle risorse umane.

Per maggiori informazioni contatta la segreteria di Fipe Messina al numero 090/675524.

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POSTACCHINI: “ORARI E CHIUSURE, FALSO PROBLEMA”

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<<Discutere di orari e di chiusure domenicali non risolve certo i problemi strutturali del commercio>>. Cosi Enrico Postacchini, membro di giunta di Confcommercio  delegato alle politiche commerciali, sul tema delle aperture domenicali. <<Servono –  continua – politiche attive per ridare fiato ad un settore che ha bisogno di strumenti nuovi e innovativi, serve modificare la disciplina del commercio elettronico per garantire parità di regole nel fare impresa, leggasi web tax, progettare una nuova programmazione commerciale che faccia perno sulla rigenerazione urbana, diffondere l’uso degli strumenti elettronici di pagamento, offrire alle imprese  strumenti di flessibilità per l’attività lavorativa>>. E conclude: <<Su questo tema, di cui esiste un documento unitario delle principali forze di rappresentanza del mondo della distribuzione, bisogna mantenere un atteggiamento di confronto realistico e concreto per evitare di danneggiare le imprese che peraltro assicurano ai propri dipendenti un contratto moderno con ampie garanzie per il lavoro nei giorni domenicali e  festivi>>.

“Benvenuta Diamante Aurora”

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Maurizio La Malfa, vicepresidente della Confcommercio di Messina, è diventato oggi papà per la terza volta: è nata una bimba meravigliosa cui è stato dato il nome beneaugurante di Diamante Aurora. Porgo gli auguri più cari a nome mio e di tutto il mondo di Confcommercio Messina a Maurizio e a tutta la famiglia La Malfa, con l’augurio più caro che questo lieto evento possa essere foriero di tanta felicità e dia a noi tutti la forza necessaria per ricostruire una Messina migliore, propositiva e competitiva, facendola ritornare così ad essere il fiore all’occhiello della Sicilia come sempre è stata, e possa dunque rappresentare il punto di partenza di un futuro meraviglioso per i nostri figli. Con infinito affetto, Carmelo Picciotto

Immobiliare, imposte in crescita e rischio aumento per gli affitti

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Gli aumenti previsti in finanziaria andranno a colpire un mercato già in stallo, secondo gli ultimi dati Fimaa per la Sicilia.

Una lenta discesa, iniziata negli anni successivi alla crisi del 2008, e giunta, a settembre 2019, a prezzi medi vicini ai 1000 euro al metro quadro. Questo il quadro del mercato immobiliare in Sicilia, dove cinque anni fa il prezzo era superiore di un terzo, avvicinandosi ai mille e cinquecento euro. La Fimaa, la Federazione italiana mediatori agenti d’affari, lancia un allarme sulla nuova legge di Bilancio: l’imposta ipotecaria e catastale sui trasferimenti di immobili aumenterà da 50 a 150 euro. Un aumento anche per gli affitti a canone concordato in cedolare secca, tipologia che copre circa il 40 per cento degli affitti nell’Isola, secondo i dati del sindacato degli inquilini Sunia, che passerà dal 10 al 12,5 per cento. Il presidente nazionale di Fimaa Santino Taverna parla apertamente di <<appesantimento di un settore fondamentale per il Paese, usato come bancomat>>. Il mercato immobiliare, stando ai numeri, vede un tempo medio di sei mesi per la cessione di un immobile in Sicilia, in riduzione rispetto ai sette del 2018.

La situazione potrebbe peggiorare ulteriormente nel settore degli affitti con il previsto aumento dal 10 al 12,5 per cento delle imposte per i canoni concordati. A danno, soprattutto, degli inquilini. Secondo Giusi Milazzo, segretaria regionale del Sunia, <<il timore è che in seguito, quando si rinnoveranno gli accordi, l’aumento, che ricordiamo è pari al 25 per cento, si riverserà sugli inquilini>>. Gli ultimi canoni concordati sono stati fissati lo scorso anno e, – fa sapere il Sunia – oscillano tra i 350 e i 600 euro per una casa da 80 metri quadri e valgono il 40 per cento del totale. Per il canone libero, dove la tassazione rimarrà, secondo le anticipazioni di manovra di bilancio, al 21 per cento, si oscilla invece tra 400 e 700 euro. <<Avrebbe molto più senso eliminare lo sconto al 21 per i contratti liberi – commenta Milazzo -, perché questi non hanno alcuna limitazione se non quella del mercato. Siamo dell’idea, come sindacato inquilini che si è battuto per avere la riduzione dal 15 al 10 per cento nel 2014, che gli unici che dovrebbero beneficiare di uno sconto sono i canoni concordati>>.

Il ministro Catalfo a Messina: investimenti nel lavoro “green”, salario minimo e nuove assunzioni

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Si è discusso di lavoro e opportunità per la Sicilia e per Messina stamattina alla Camera di Commercio insieme al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo, con una particolare attenzione ai temi del dumping contrattuale e della contrattazione di secondo livello.
Una mattinata intensa, che ha coinvolto sindacati, professionisti e anche studenti, gli alunni dell’istituto Jaci, in un dibattito che ha toccato le problematiche principali del lavoro in Italia, con una particolare attenzione al Mezzogiorno.
Ad accogliere relatori e pubblico è stato il Prefetto di Messina Maria Carmela Librizzi, che ha voluto puntare subito i riflettori su un tema purtroppo sempre attuale, quello degli infortuni sul posto di lavoro: <<Non possiamo dire di avere sviluppo se ancora oggi le persone perdono la vita sul posto di lavoro>>.
A fare gli onori di casa anche il sindaco di Messina Cateno De Luca: <<Lavoriamo perché il nostro compito è quello di trovare soluzioni e cancellare le storture che abbiamo ereditato. Dobbiamo creare vivibilità e un contesto appetibile per gli investimenti, per convincere a puntare sulla nostra città, e dobbiamo lavorare per creare una rete che coinvolga anche l’Università. Abbiamo un Ateneo eccellente, dobbiamo creare una sinergia, una filiera produttiva>>.
A chiudere i saluti istituzionali e segnare il passaggio di testimone ai relatori Nunzia Catalfo, che ha messo in evidenza i temi principali che sarebbero stati trattati nel corso della mattinata e che rappresentano punti chiave del programma di governo: dalle distorsioni del dumping contrattuale (pratica che porta ad applicare contratti di lavoro promossi da associazioni sindacali non rappresentative) al welfare aziendale, dagli incidenti sul lavoro all’istituzione di un salario minimo.
<<Sono temi per me molto significativi – ha dichiarato il Ministro – che ho analizzato e trattato sin dal primo giorno in cui sono entrata in Parlamento e che ora, come capo di dicastero, intendo affrontare insieme alle parti sociali e datoriali, il cui contributo è fondamentale per giungere a soluzioni che assicurino un’esistenza libera e dignitosa per tutti i lavoratori. È indubbio come la piaga del dumping contrattuale porti con sé un’altra serie di problematiche sulle quali, se vogliamo cambiare il Paese, non possiamo più soprassedere. Dobbiamo intervenire con celerità. Penso al maggior rischio di emarginazione sociale cui i cittadini che percepiscono bassi salari vanno incontro, oltre che ai riflessi negativi che questo trend ha sulla nostra economia>>.
Ma in un convegno che mette al centro il lavoro non si poteva non prestare una particolare attenzione al mondo dei giovani, dai precari ai disoccupati, e alla preoccupazione per il loro futuro: <<Secondo i dati del Censis ben 5,5 milioni di giovani rischiano di avere nel 2050 pensioni sotto la soglia di povertà. Per questo mi sono battuta per fare entrare nel programma di governo il tema del salario minimo>>.
Per quanto concerne la contrattazione di secondo livello, altro tema centrale nel dibattito odierno, la giornata di oggi ha fatto emergere un dato: anche in questo caso, come in tanti altri, l’Italia appare divisa in due, da una parte il Nord, in cui sono stati registrati il 78% dei contratti di secondo livello, dall’altra il Centro e il Sud che si “spartiscono” pochi punti percentuali.
Ma cosa comporta una contrattazione di secondo livello lo ha spiegato Andrea Miano, Presidente dell’EBT di Messina: <<La contrattazione di secondo livello tende a migliorare le norme previste dal contratto collettivo nazionale, che è appunto nazionale. Deve cogliere le realtà produttive nel territorio in cui si applica, deve cogliere le problematiche degli imprenditori che questo territorio lo vivono e metterle insieme alle esigenze dei lavoratori>>.
Per quel che riguarda, nello specifico, Messina e il suo sviluppo, la linea da seguire secondo Miano è chiara: <<Pensiamo che bisogna mettere a sistema settori come commercio, turismo e servizi, perché non ci può essere commercio se non c’è turismo e non ci può essere turismo se non c’è commercio. E i servizi sono un elemento essenziale per fare funzionare il tutto>.
Ma in questa occasione il Ministro del Lavoro ha anche puntato l’attenzione sulle ultime novità per il lavoro in Sicilia: <<Abbiamo investito 11 miliardi e mezzo anche sul green job e questo porterà nuovi lavori anche in Sicilia; sono previste 11.600 assunzioni nel triennio e nuove assunzioni per operatori dei centri per l’impiego già dal 2019>>.

Il ministro del lavoro Nunzia Catalfo a Messina per il convegno dell’Ente bilaterale terziario

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Venerdi 18 alla Camera di Commercio il convegno dell’Ente Bilaterale Terziario accreditato per avvocati e consulenti del lavoro

Sarà il ministro del lavoro e delle politiche sociali on. Nunzia Catalfo a presiedere i lavori del convegno “Lavoro e opportunità: dumping contrattuale e contrattazioni di secondo livello” venerdì 18 ottobre alle ore 9,30 nel “Salone della Borsa” della Camera di Commercio di Messina, promosso dall’EBT di Messina (Ente Bilaterale Terziario). Un’iniziativa fortemente voluta dal presidente Andrea Miano e dal vicepresidente Carmelo Picciotto per fare il punto sull’applicazione dei contratti di lavoro e sulla contrattazione di secondo livello, con particolare riferimento al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Terziario, Distribuzione e Servizi, il più usato in Italia.

<<E’ la prima volta che un ministro del lavoro giunge nella nostra città, fuori da occasioni elettorali – sottolinea Miano – per una mattinata di studio e approfondimento di tematiche di strettissima attualità: sarà una preziosa occasione di confronto grazie alla sua presenza e a quella di numerosi autorevoli relatori>>. La Catalfo, catanese, da sempre si occupa di centri per l’impiego, poi senatrice e presidente della Commissione Lavoro al Senato, da un poco più di un mese ministro del governo Conte bis. <<Siamo onorati di accogliere a Messina l’on. Catalfo – commenta Picciotto. Sono sicuro che da siciliana avrà una sensibilità maggiore verso le esigenze dei lavoratori e delle imprese del Sud e saprà far tesoro di quanto emergerà dalla manifestazione>>.

Dalle linee guida alla morfologia della rappresentatività sindacale, dai risvolti contributi al mancato riconoscimento dei benefici come conseguenza dei fenomeni di dumping, dal ruolo chiave di istituzioni come INPS e Tribunale del Lavoro agli aspetti pratici dei contratti, dall’evoluzione giurisprudenziale per la tutela di lavoratori e aziende al welfare aziendale che fa crescere le imprese, dalla bilateralità e le prospettive di sviluppo al quadro delle azioni di contrasto a chi non applica i contratti, fino al focus sul nostro contesto territoriale. Una carrellata di argomenti affrontati da autorevoli esperti e rappresentanti istituzionali per una mattinata di approfondimento accreditata per avvocati e consulenti del lavoro, cui si aggiungerà la partecipazione del Comune di Messina pronto a illustrare il progetto della Messina Servizi Bene Comune Spa sul premio di produttività di 10 milioni di euro per il raggiungimento della quota 65% di raccolta differenziata.

Il principio comunitario “chi inquina paga” in Italia non vale

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Insostenibile, iniqua, ingiustificata. La TARI (tassa sui rifiuti) rappresenta ormai un peso inaccettabile per le imprese della ristorazione e della somministrazione.
Su bar e ristoranti gravano tariffe per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti che non hanno riscontro nella quasi totalità delle attività economiche e produttive del Paese. Solo i negozi di ortofrutta registrano un costo per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti più elevato.

Un peso che, nonostante la riduzione della produzione di rifiuti e le promesse di ogni Governo di diminuire la tassazione sulle imprese, è cresciuto, rispetto al 2017, in tutta Italia con tassi che superano il 5% per quanto riguarda i ristoranti e il 3,7% per bar e caffè. Un dato ancor più preoccupante, quello registrato nell’ultimo anno, considerando che proprio il 2018 avrebbe dovuto rappresentare una svolta. Dal 1° gennaio 2018, infatti, secondo quanto previsto dalla legge (comma 653 dell’art. 1 L. n. 147 del 2013) i comuni avrebbero dovuto avvalersi anche delle risultanze dei fabbisogni standard nella determinazione dei costi relativi al servizio di smaltimento dei rifiuti.
A distanza di quindici anni, invece, gli enti locali continuano ad utilizzare i coefficienti di producibilità del rifiuto riportati nel DPR 158/99. Eppure esperienze di misurazione, pur nelle peculiarità del caso per caso, danno conto di una produzione di rifiuto superiore a quanto desumibile sulla base dei coefficienti presuntivi per le categorie a bassa e media produzione di rifiuto e/o una produzione di rifiuto inferiore a quanto indicato dai coefficienti per le categorie a elevata produzione di rifiuto.